Alena Seredova: dice che sta meglio nuda che vestita
«Sono una delle poche persone che conosco che sta meglio nuda che vestita». parola di Alena Seredova. Non che sussistesse alcun dubbio in merito, ma se lo dice lei stessa la faccenda si fa interessante.
Lo dice rispondendo ad una domanda sui calendari e sulle motivazioni che spingono attrici e modelle a spogliarsi davanti all’obiettivo. Foto artistiche? «Balle di convenienza - risponde franca - se voglio una mia foto artistica me la appendo in camera, no? E poi senti: sono una delle poche persone che conosco che sta meglio nuda che vestita». Ricevuto, forte e chiaro.
La modella ceca, ieri in tribuna per applaudire l’Italia di Donadoni e il suo Gianluigi Buffon, si confessa in un’intervista su Corriere Magazine in edicola domani. La "signora" Buffon si racconta a tutto tondo, dai mesi passati in Italia da clandestina, al calendario fino all’amore con il portierone azzurro.
«Il primo permesso di soggiorno me lo fecero che scadeva un mese prima della fine della trasmissione Torno sabato. Mi ritrovai la notte di Natale in questura con un certificato medico. Si faceva così se volevi tornare in patria e rientrare: col permesso scaduto, cominciavi una cura medica e per proseguirla ti dovevano far rientrare per forza. E finita la cura sono stata sei mesi sans papier». Poi il permesso di soggiorno come colf. «Per un po’ sono andata avanti con un permesso da collaboratrice domestica che mi hanno fatto in questura a Milano».

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